Friday Night Lights: una breve e incompleta storia politica del Texas

“Instead of understanding that they were the beneficiaries of history, they began to believe that they were the creators of it.” 

H. G. Bissinger, Friday Night Lights: A Town, a Team, and a Dream

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Ho sempre immaginato Odessa, Texas come un’archetipica città rurale statunitense, anzi texana. Praterie di erba così simili alla steppa russa che la città ha dovuto chiedere in prestito il nome da Odessa in Ucraina, il petrolio come collante di una società sempre più multiculturale in cui gli ispanici rappresentano più della metà della popolazione, in cui è difficile immaginare una vita lontano dalla raffineria o dalla concessionaria Ford più vicina. Una serie di contraddizioni in seno a una tipica città texana, capoluogo dell’Ector County, che non ha paura di mostrarsi tough as Texas e che crede fermamente in quei Texas values al punto da premiare il senatore repubblicano Ted Cruz agli ultimi midterm affidandogli più del doppio dei voti concessi al rivale Beto O’Rourke. Posti così sono quelli che Ronald Reagan immaginava durante la sua presidenza, posti di gente dura, non sofisticata, dove se una cosa si rompe la si ripara. Dove ancora batte forte il sogno americano degli anni Cinquanta.

In quegli anni stava venendo meno uno dei staple della politica statunitense ovvero la prevalenza democratica in Texas. Al tempo, la poll tax e le white primary escludevano dal dialogo politico le comunità nere, particolarmente forti nelle contee di ceppo tedesco che si opposero alla schiavitù nel periodo prima delle guerre.

Furono proprio le guerre a ribaltare la situazione. Il generale texano Dwight D. Eisenhower incaricato dal presidente Franklin D. Roosevelt di prendere il comando delle forze Alleate nella Seconda guerra mondiale, in virtù dei suoi successi bellici acquisì un credito di riconoscenza nella popolazione statunitense. Spinto dall’incumbent Harry S. Truman a candidarsi come democratico alle presidenziali del 1952, cede alle tentazioni del GOP che lo persuade a contrastare la deriva isolazionista del Senatore Robert A. Taft. Eisenhower vinse l’elezione, diventando il primo presidente repubblicano dai tempi di Herbert Hoover ad essere eletto anche grazie ai voti del Texas. Pure l’Ector County votò per Ike.

Iniziò dunque una profonda evoluzione politica ed elettorale in Texas, caratterizzata principalmente dal Civil Rights Act del 1964 che cancellava finalmente gli impedimenti al voto già citati. Promotore di questa legge fu il Presidente democratico e texano Lyndon B. Johnson, che prese in mano l’iniziativa dopo la morte di John F. Kennedy. Johnson era conscio del rischio di perdere definitivamente il sud, ma l’esprit du temps stava già soffiando forte e travolse anche il voto negativo – con scarso acume politico – del senatore repubblicano texano John Tower, uno dei pochi nay di Capitol Building. Parte di questa trasformazione fu anche dovuta ad altre elezioni, come quella al Congresso del già citato John Tower e di George H. W. Bush nel 1966, che rappresentano la dimostrazione che questo processo di consolidazione repubblicana stesse avvenendo negli stessi anni in cui il repubblicano Richard Nixon perdeva il Texas nel 1968 proprio come farà Gerald Ford nel 1976.

Un processo probabilmente concluso nel 1988 alla fine del secondo mandato di Ronald Reagan. Al punto da rendere ancora più noiosa e ripetitiva la vita ad Odessa, così ancorata ai valori degli anni Cinquanta e alle storie di gente comune per bene che lavora i nine to five. Dalle nove alle cinque a lavoro dal lunedì al venerdì. Fino al venerdì sera. Da settembre a dicembre la città di Odessa inizia a sognare un futuro migliore grazie alle prodezze dei Permian High School Panthers, squadra di football americano d’eccellenza che ogni venerdì fa accendere le luci del Ratliff Stadium di Odessa che nel 1988 nel periodo delle presidenziali stava vivendo uno dei momenti di maggiore grandezza e attenzione della propria storia. Al punto da attirare il premio Pulitzer Buzz Bissinger a raccontare questa tipica storia di successo texano, impreziosita dai contrasti e dalle peculiarità che solo il Texas può avere. La loro storia divenne prima un libro e poi una serie e un film. Anzi, non la loro storia. La storia di Odessa, una città che annega nella routine rurale che sogna la gloria attraverso le prodezze di ragazzi del liceo con un peso sulle spalle molto più pesante delle protezioni da football che indossano. Nel frattempo, tra un touchdown e un punt dei Panthers, gli Stati Uniti e il Texas devono decidere che fare di loro nel dopo Reagan.

Forte del supporto del Presidente uscente, George H. W. Bush si assicurò agevolmente la nomina repubblicana come candidato alle presidenziali 1988 sconfiggendo Bob Dole. Nel frattempo il governatore del Massachusetts, Michael Dukakis vinse le primarie democratiche a discapito di Jesse Jackson e Al Gore. Dukakis scelse come suo compagno di ticket il senatore texano Lloyd Bentsen che nello stesso momento stava competendo anche per la riconferma per il seggio al Senato – che rivincerà. Avere Bentsen nel ticket sembrava un forte segnale per il Texas, la scelta di un local. E sebbene il Texas adorasse Bush quasi allo stesso modo in cui adorava Reagan, c’era una contraddizione di fondo. Il mondo che descriveva Reagan, questo Texas tutto di un pezzo, questi valori di cui parlava Bush in campagna elettorale – che sebbene siano diversi dai Texas values di Ted Cruz rispondono a simili esigenze comunicative – sono una meravigliosa illusione, come racconta Bissinger. Reagan è un promotore della famiglia con problemi familiari, Bush si presenta come un vero texano – e lo fa bene al punto che oggi quando pensiamo alla dinastia Bush pensiamo ai ranch e alla vita texana – pur venendo dai ricchi sobborghi di Greenwich, Connecticut e i diner con camerieri sempre felici a New Haven, Connecticut nella pausa delle lezioni che frequentava a Yale, non diversi da quelli in cui Ted Cruz sognava un chicken-fried steak nei pressi di Princeton e Harvard.

Ma mentre George H. W. Bush andò nella zona di Odessa a parlare al vero Texas e a capire che cosa mandasse avanti queste comunità, Dukakis si affidò solo alla scelta di Bentsen nel ticket come propria strategia texana, senza mai fermarsi il venerdì mattina a vedere la gente in fila per prendere i biglietti per il Ratliff Stadium o ad ammirare i volontari che ripulivano lo stadio il sabato mattina. E come Odessa, ci son centinaia se non migliaia di altri centri abitati simili nel Texas, negli stati del Sud e nella rust belt. Tutte queste comunità hanno uno scarto di rilevanza tra il pessimismo della politica e ciò che manda davvero avanti quella comunità, sia il football sia qualsiasi altro aggregatore sociale. E una delle grandezze di George H. W. Bush stette proprio in questo, essere in grado di calarsi nella parte e riuscire a vincere e rappresentare le comunità. Nell’essere in grado di diventare tough as Texas. Proprio come i Panthers che nel 1989 alzarono il trofeo del campionato statale puntando nuovamente queste Friday Night Lights su Odessa.

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